martedì 6 gennaio 2009

Promossi,rimandati e bocciati


Al primo giro di boa si possono tirare le prime somme su alcuni giocatori della rosa,ecco una piccola didascalia dei giocatori piu`importanti che sono scesi in campo nel 2008:

DIFESA: Mangiaratti & Larocca, centrali di difesa, decisamente bene,peccato per il secondo quando ha perso la testa in quel di Zurigo in coppa CH,ma comunque entrambi sono da promuovere a pieni voti.Siqueira Barras,da centrale il mister lo trasforma in un ottimo laterale,copre e spinge,una bella sorpresa.Bernardet,esterno di difesa,pessimo sia in fase di copertura che di spinta.Decisamente bocciato.Due parole su Angelino Raso,ha sempre risposto presente quando è stato chiamato in causa.Promosso.

CENTROCAMPO: il settore che più ha scricchiolato in questa parte di campionato, Sermeter,mestiere e piedi buoni,promosso.Rivera,capitano di mille battaglie,promosso con riserva.Gashi,cattiveria ed argento vivo,da rivedere ma tutto sommato buono.Hima,Mehmeti,Wahab non mi sento di bocciarli senza appello.Rimandati.

ATTACCO: Lustrigol decisamente bene ma da solo non puo^fare miracoli,Kalu 0 reti all attivo,rimandato.Roux e Ciarrocchi,giovani e poca esperienza.Senza valutazione.

domenica 4 gennaio 2009

2008 un anno da ricordare

Decisamente da ricordare questo 2008,la finale di coppa seguita pochi mesi dopo dalla promozione nella massima serie.Molti episodi li ho gia raccontati nei post precedenti ma un piccolo sunto ci sta tutto.

Da ricordare,potrebbe essere tutto qui,tante le partite che ogni tifoso granata portera`nel cuore.Decisamente il doppio spareggio promozione è il mio preferito.Ma di questo ho gia parlato.Il salto nella massima categoria ha portato con se anche alcuni strascichi polemici che forse,dico forse si sarebbero potuti evitare.
Il cambio della presidenza è a mio modo di vedere un fatto positivo.Giulini ha porato una ventata di umanità a tutto l ambiente,alcune sue iniziative culturali ne sono la prova.L allestimento di una biblioteca aperta a tutti i giocatori,l organizzazione di incontri con giornalisti e scrittori,e sopratutto il progetto di uno stadio nuovo ne sono una prova tangibile.Idee che potrebbero fare storcere il naso a molti puristi del calcio ma che di sicuro gettano una nuova linfa su questo mondo che negli ultimi anni si è purtroppo trasformato in una macchina mangia-produci soldi.Dimenticando troppo spesso l aspetto umano.
Ma con le luci arrivano anche le ombre.La sostituzione del mister Vlado in primis,a lui i miei sinceri auguri per la sua carriera,la cessione di alcuni giocatori chiave,Lulic e Talijevic su tutti,purtroppo non sostituiti adeguatamente.
L arrivo di Lustrinelli e Kalu come coppia d attacco è stato un bel colpo ma per il secondo il numero 0 alla quota gol non fa certo un bell effetto.Avanti Kalu non mollare!!
Infine la classifica,se il campionato finisse ora saremmo salvi ma c è ancora un girone di ritorno da giocare.Quindi avanti tutta e con il coltello tra i denti.Forza magioco Belli.

venerdì 11 luglio 2008

Il Re è morto!W il Re!

prima intervista ufficiale da neo-pridente del Bellinzona Calcio di Giulini.

Ieri sera è stato eletto all’unanimità. Un commento…
“Mi ha fatto molto piacere. E' un onore essere il presidente. Eletto da un gruppo con esperienza di persone molto valide. Il mio pensiero è andato subito a tutti i presidenti che mio hanno preceduto e che hanno portato il Bellinzona al punto in cui siamo oggi. Ed il mio primo desiderio è dunque stato quello di ringraziarli".

Obiettivi?
“Mi sembra che, prendendo spunto anche dalla lotta per le Officine, il Bellinzona è una locomotiva che viaggia sui binari giusti. Bisogna far continuare questo viaggio. Ed io darò il mio contributo perché tutto questo possa continuare. Bisogna però conservare realismo e conoscere i propri limiti. Vogliamo un calcio responsabile ed attento ai bilanci. Eviteremo le cifre rosse. Ed eviteremo le pazzie e le follie di questo calciomercato che con certe cifre sta mostrando tutta la sua incoerenza e la sua vergogna, soprattutto in un mondo dove ci sono problemi di fame e povertà. Su questo tema c'è oggi un bell’articolo di Arrigo Sacchi sulla Gazzetta dello Sport, ed invito tutti a leggerlo perché penso che rifletta bene un giusto atteggiamento critico verso questo calcio sempre più business e sempre meno sport. Bisogna invece credere nel lavoro, nel dialogo, nella pazienza, nel gruppo ed usare tutte le possibilità che ci sono per fare sempre meglio. Sarà importante creare il gruppo dentro e fuori dal campo. E noi lavoreremo in questo senso”.

Una parola sulla Coppa Uefa…
“Una bella avventura. Molto emozionante ed eccitante sentire la parola “Bellinzona” quando con Marco Degennaro siamo stati al palazzo della Uefa per il sorteggio. Il primo incontro però sarà molto difficile. Sarà una bella sfida. Abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Conosco gli armeni e sono gente che non molla mai. Nessun pronostico: ma sono fiducioso. Faremo di tutto per passare il turno”.

Capitolo stadio. I tifosi sognano un impianto avveniristico anche a Bellinzona…
“Bellinzona - la città, la società, i giocatori ed i tifosi - merita uno stadio. Questo è uno degli scopi del nuovo CdA. Non facciamo proclami o promesse. Ma già posso dire che opereremo con tutte le nostre forze per dotare il Bellinzona di uno stadio nuovo. All’avanguardia. Un confetto che possa utilizzare anche forme di energia rinnovabile come il solare”.

Si parla di Castione e Tenero…
“E’ prematuro per dirlo. Pensiamo al Bellinzonese, ma stiamo ancora seguendo due o tre direzioni. A me piace parlare quando c’è qualcosa di concreto. In questo momento ci sono solo delle trattative. Dunque niente di concreto”.

Passiamo al mercato. Il colpo grosso è stato l’ingaggio del centravanti del Lucerna, e nel giro della nazionale, Mauro Lustrinelli…
“Lustrinelli è senz’altro un colpo grosso. Per la sua esperienza. Per la sua figura umana e di calciatore. E soprattutto perché, in queste poche partite che ho visto, si vede che ha una grande voglia di riscatto. E questo è molto importante. Speriamo di potergli offrire un ambiente dove possa trovare l’espressione migliore per i suoi ultimi anni di carriera sportiva”.

Marco Schällibaum riuscirà a raccogliere la pesante eredità lasciata in panchina e nello spogliatoio da Vladimir Petkovic?
“Io sono arrivato solo a febbraio e purtroppo ho avuto poche occasioni per conoscere Petkovic. Mi sono dunque affidato all’esperienza dei dirigenti del Bellinzona. Il nuovo allenatore ha iniziato benissimo. E’ una persona di grande sensibilità ed un grande lavoratore. Le premesse sono buone. Poi vedremo…”

Una parola sui tifosi dell’ACB…
Li ho molto osservati. Quando ci sono state le partite con la pioggia rimanevano sugli spalti. Nella trasferta a Basilea per la finale sono stati formidabili. Sento che c’è un grande cuore. E soprattutto c’è un’affezione a dei valori. E questo mi fa molto piacere. L’ideale è un tifo appassionato con il rispetto per l’avversario. In questo senso i tifosi del Bellinzona già si distinguono. E spero che continueranno a farlo”.

Un passo indietro. Lei è molto vicino al direttore generale Marco Degennaro. E’ lui che l’ha portata a Bellinzona?
“Degennaro, assieme ad altri della società, hanno fatto delle proposte. Poi ci siamo trovati e c’è stata una convergenza di modi di sentire. E dunque aldilà degli aspetti economici, che sono anche importanti, c’è stata subito una corrispondenza a livello umano. E questo aiuta. Provo grande stima per lui e per il suo lavoro. E riveste della mia piena fiducia”.

Lei è stato nel CdA dell’Inter. Che persona è Massimo Moratti?
“I giornali hanno scritto moltissimo su di lui. Quindi non aggiungerei niente”.

Ma il Moratti del Bellinzona sarà lei?
“No, no. Assolutamente no. C’è una diversità di formazione e, diciamo così, quantitativa notevole. Sono vite diverse. Esperienze diverse. E poi è anche giusto: ognuno ha la sua individualità”.

I tifosi granata comunque sperano che lei sarà più vicino ad essere il Moratti del Bellizona rispetto al Belardelli del Bellinzona…
“I tifosi è anche giusto che abbiamo una diffidenza. E’ un diritto di tutti. E non ci sono parole o promesse che possano far venire meno alla diffidenza. E’ solo il tempo che dimostra come uno lavora. Io confido nel tempo. Non bisogna avere fretta ed i risultati arriveranno”.

joe.pieracci@teleticino.ch

mercoledì 18 giugno 2008

bey bey Challenge Ligue


ora che i festeggiamenti della promozione sono finiti,e che tra le solite indiscrezioni si mettono assieme le news dei nuovi arrivati per la prox stagione,metto qualche pensiero a quello che ci siamo lasciati alle spalle.
I derby sicuramente un po' mi mancheranno.Per questioni personali,ma non solo mie sono felice che chiasso sia finito in prima lega,non la sopportavo piu' la loro tifoseria o per lo meno un gruppetto di loro.Divertitevi contro il Mendrisio...
Lugano,discorso a parte,essendo il derby cantonale merita qualche attenzione,l unica cosa che mi viene da dire che vorrei che questo derby si giocasse in SL.Per il resto non faccio commenti sulla loro tifoseria alquanto boriosa,anche se conosco personalmente alcuni di loro e ci ho un ottimo rapporto.A volte il "credo politico" fa miracoli :-))
Per i barcaioli,che spesso sono presenti al Comunale un semplice in culo alla balena,e buona salvezza.
Per il resto non molto da dire,a parte qualche problemuccio alquanto raro con alcune squadrette niente di speciale.
A conti fatti la Chl non mi manchera' molto anzi...

martedì 3 giugno 2008

la battaglia di San Gallo

E dire che questa squadra l ho seguita in trasferte inutili per la classifica in ogni dove della Svizzera,e mi sono perso la seconda parte dello spareggio causa lavoro.Per carita' ben felice di averne uno ma comunque...
Si fa di necessita' virtu',vado in piazza del Sole con N. mi raggiungera' Mare piu' tardi.Allestita una fornita buvette ed un "maxi" schermo è attaccato alle mura del castello.Ps chiamare "maxi schermo quel lenzuolo è un parolone...ma meglio di niente.

Tra una birra e l atra molti spuntano molti "curvaioli" rimasti senza biglietto,poco meno di 500 quelli messi a disposizione dei tifosi ospiti.Decisamente una vergogna.

L Espenmos,lo stadio del San Gallo ospita l ultima sua partita poi verra' demolito e la squadra andra' a giocare in una nuova arena.Va detto che in questo stadio l acustica è eccezzionale,15000 ma sembrano il doppio.Inoltre molte squadre blasonate ci hanno lasciato le penne.Dura molto dura.
Si parte subito i padroni di casa attaccano,con loro pubblico che li spinge,dopo pochi minuti si fa male Carbone,uno dei perni della difesa.Merda.Vlado lo sostituisce un centrocampista(?).Loro attaccano senza sosta,la partita non è cattiva ma si lotta e molto.La difesa granata regge bene.Il portiere Bucchi para l impossibile.
Poi attacco granata palla a Whahab,centro e Neri insacca.0-1 contro l andamento del gioco.Esplode la piazza.Il nervosismo è alle stelle,non riesco a stare fermo.E San Gallo attacca,Mangiaratti spazza di tutto e di piu' dalle retrovie.Si va alla pausa in vantaggio.Cena con un ottimo kebab poi si ritorna in piazza.
Sempre e solo San Gallo ed il tempo non passa.Rivera salva sulla linea quello che poteva essere il pareggio,sospiro generale e poi di nuovo a soffrire.si arriva al 90 Talijevc ruba palla e riparte,passa a Neri il quale la passa a Lulic.0-2.Espode la piazza intera ,è fatta.Promozione dopo 18 anni.Si canta si urla partono i caroselli di auto per la citta'.Ci si abbraccia e si beve.I piu' aspetteranno la squadra e sono molti in arrivo da San Gallo.Indimenticabile.

Bellinzona-San Gallo

Sabato decisamente uggioso quello della partita,la prima,che vale una stagione.Sfumata la promozione diretta ce la si gioca contro San gallo,che rimane comunque una squadra di categoria superiore.Ed il ricordo va in immancabilmente allo spareggio dello scorso anno perso contro Aarau.
Partenza verso le 13 direzione bar Granata,dove ci si ritrova con altri della VG.La ambiente sembra tranquillo,ma in fondo non lo è.Tutti alquanto su di giri,situazione dovuta anche dal fatto che la birra scende a fiumi.Man mano che il tempo passa spuntano altri granata e qualche San Gallese,quest ultimi ad un ora dall inizio del match,dopo aver dato il peggio di loro durante il corteo che li ha portati attraverso la citta' fino al Comunale,sono in numero esagerato ma vista la presenza di molti polotti in assetto di guerra tutto passa tranquillo.Ed intanto piove sempre piu'forte.
Entriamo e ci si piazza nel nostro settore,di coreografia visto il tempo infame neanche a parlarne,sul lato opposto un buon migliaio di San Gallesi.Il campo è al limite della impraticabilità' ma si gioca ugualmente.
L'arbitro Rogalla che si dimostrera' all altezza del compito,da il fischio d inizio dopo 4 minuti Pouga porta Belli in vantaggio.Incredibile inizio.Buono il tifo nei primi 45 minuti ma non eccezzionale.Sul campo i Granata dominano l avversario,la partita è bella ma con poche occasioni da gol.Va bene cosi.
Si va alla pausa e molti,sottoscritto compreso hanno anche le mutande bagnate dalla pioggia,ci si rifugia sotto una piccola tettoia adibita a magazzino scherzando tra di noi.Si riparte.Stesso canovaggio del primo tempo Belli domina ma non punge.Verso il 30 esimo la svolta .Fallo in area su Taljevic,rigore e palla da un lato portiere dall altra 2-0.Il Comunale ribolle.Fin troppo visto che gli intelligentoni d oltre Gottardo divelgono le ramine di protezione e tentano di entrare in campo.Pronto intervento delle forze dell ordine e tutto si calma.Purtroppo capita quello che spesso è successo nelle ultime uscite,finale di coppa compreso,il black out.In 5 minuti prendiamo 2 reti,alla seconda un idiota giocatore del San Gallo corre verso la curva del tabellone facendo segno di stare zitti ai presenti,come risposta volano verso di lui diversi ombrelli.Sembra che l incubo sia tornato.Invece no a pochi minuti dalla fine Lulic inventa una rete da 25 metri,un pallone che finisce nel sette.Tripudio.Finisce 3-2.
Un dopo partita alquanto movimentato aspettera' invece le forze di polizia,ma questa è un altra storia.L importante era vincere e vittoria è stata.

mercoledì 16 aprile 2008

intervista a Vlado su Swissinfo

L'allenatore croato dell'Associazione calcio Bellinzona – in corsa per la promozione nella massima categoria e finalista di Coppa Svizzera – racconta a swissinfo la sua filosofia sportiva e di vita.
Parla italiano perfettamente, ma la lingua di comunicazione in famiglia è rimasta il croato: «Ovviamente le mie figlie discutono tra loro in italiano, ma ritengo importante mantenere viva la nostra identità culturale. Si tratta di un arricchimento e non di un ostacolo all'integrazione, che dipende dalla volontà di ogni persona», spiega convinto Petkovic.

Il tecnico del Bellinzona conosce bene l'argomento, poiché è giunto nella Confederazione una ventina d'anni or sono – proveniente da Sarajevo – e ha lavorato come calciatore professionista nelle diverse regioni linguistiche del paese.

Da alcuni anni, Petkovic vive in Ticino e ottiene risultati eccellenti in qualità di allenatore. Quest'attività impegnativa, però, non è la sua occupazione principale: l'ex giocatore è infatti impiegato a tempo pieno presso l'associazione benefica «Caritas Ticino».

Lo abbiamo incontrato a Bellinzona, in un momento particolarmente importante della stagione agonistica: la squadra locale, da lui guidata, avanza sicura verso la Super League (Serie A) e disputerà il 6 aprile la finale di Coppa nazionale contro il fortissimo FC Basilea.

swissinfo: Com'è cambiato, durante gli anni, il suo modo di essere allenatore?
Vladimir Petkovic: Di natura sono preciso, pignolo. All'inizio della mia carriera in panchina ero molto severo. In un certo senso, vivevo nel mio mondo. Allenavo una squadra di prima lega [il Malcantone Agno] ma pretendevo dagli atleti un livello simile a quello della Champions League (ride)!

Con l'esperienza, poi, ho compreso la necessità di avere un dialogo maggiore con i giocatori. È fondamentale riuscire ad allacciare dei contatti individuali e specifici. Ho quindi modificato in questa direzione il mio approccio.

A questo proposito, sono stati molto importanti i tre mesi di pausa seguiti ai primi sei anni di lavoro come allenatore: ho avuto l'occasione di fermarmi a riflettere, di imparare cose nuove e di correggere gli errori.

« Per integrarsi veramente è necessario accettare la diversità, anche quando ci costa fatica »

Vladimir Petkovic swissinfo: Nell'ambito di questa evoluzione, che ruolo ha avuto la sua attività professionale presso Caritas?
V.P.: Accanto al calcio, ho conseguito un diploma di formatore per adulti e, sempre in questo ambito, ho lavorato nel settore dell'insegnamento e a stretto contatto con i disoccupati. Si tratta di un'attività che mi ha permesso di incontrare gruppi di persone molto eterogenei, con cui ci si deve pertanto relazionare in modo differenziato.

Ciò mi ha arricchito molto a livello personale, in special modo per quanto concerne la gestione del gruppo e dei conflitti. Si tratta di un bagaglio di esperienze che è risultato utilissimo per il mio percorso di allenatore. Oggigiorno, infatti, il calcio non è più un lavoro esclusivamente fisico. È necessaria una preparazione intellettuale per potersi aggiornare e trasmettere poi le indicazioni in maniera adeguata.

A medio termine, tuttavia, vorrei potermi concentrare interamente sul calcio, poiché le due attività mi impegnano molto, soprattutto a livello mentale.

swissinfo: In che misura il calcio è un veicolo d'integrazione?
V.P.: Moltissimo. La gente guarda con altri occhi i personaggi conosciuti e popolari, come può esserlo un calciatore. Di conseguenza, il luogo d'origine della persona passa in secondo piano e l'integrazione risultata assai facilitata.

Attenzione, però: tutto questo non è sufficiente se l'atleta non dimostra una reale volontà d'integrazione. Per entrare a far parte di una realtà nuova è necessario adattarsi a situazioni sconosciute e accettare la diversità, anche quando ci sono aspetti che possono disturbare. Ciò vale per gli sportivi come per i normali cittadini.

Questo atteggiamento mentale è fondamentale per la carriera sportiva in un paese estero, ma anche per il percorso umano e professionale al di là del campo di calcio.

swissinfo: Quando un giocatore di origine straniera – ma cresciuto in Svizzera – decide di non vestire la maglia della nazionale rossocrociata, nascono spesso aspre polemiche. È un problema di mancata integrazione?
V.P.: No. Si tratta di una questione legata prettamente alla carriera sportiva del calciatore e, ovviamente, all'aspetto finanziario. Giocare per certe nazionali offre una vetrina più interessante ai giovani talenti, i quali cercano di sfruttare quest'occasione.

So che in tali situazioni c'è sempre un importante aspetto emotivo, ma a mio parere le prospettive sportive e di guadagni sono preponderanti nella decisione. Non va poi dimenticato il ruolo degli agenti dei giocatori, che chiaramente spingono i calciatori a operare le scelte economicamente più redditizie.

swissinfo: Il Bellinzona è in corsa per la promozione in Serie A e tenterà di vincere la Coppa Svizzera. Quale è la via per il successo?
V.P.: Curare i dettagli. Nel calcio moderno, è proprio questo l'aspetto che permette di fare la differenza. Tra questi, figurano l'aspetto mentale e la gestione delle emozioni. Pensiamo per esempio alla finale di Coppa: pochissimi elementi della mia squadra sono già scesi in campo davanti a decine di migliaia di tifosi. Sarà quindi fondamentale mantenere la giusta concentrazione, soprattutto all'inizio della gara.

È inoltre importante non adagiarsi mai sugli allori: continuo a ripetere ai giocatori che il traguardo più importante è il prossimo. Io devo chiaramente pianificare a lungo termine, ma a loro chiedo di focalizzare l'attenzione soltanto sulla prossima partita, di vivere il presente.

swissinfo: Come giudica la nazionale croata e quella svizzera in vista dell'Euro 2008?
V.P.: Per quanto concerne la Croazia, che possiede giocatori fortissimi, tutto è possibile. Molto dipenderà dal livello di amalgama raggiunto al momento del torneo: sicuramente non è una delle favorite per la vittoria finale, ma ha sicuramente le carte in regola per giocare ad armi pari contro qualsiasi avversario.

Per la Svizzera vale il medesimo discorso. La nazionale rossocrociata ha forse meno qualità tecnica rispetto alla Croazia, ma ciò sarà ampiamente compensato dall'entusiasmo e dalla spinta del pubblico. Tutto dipenderà dalle prime partite: durante la mia carriera, ho potuto sempre constatare che il successo dà lo slancio e l'energia per ottenere risultati eccezionali. Come si suol dire: l'appetito vien mangiando...